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  1. ..uff la sveglia non è suonata..appena apro gli occhi mi accorgo che è tardissimo..mi butto giù dal letto e di volata mi butto in doccia.

    Il tempo di vestirmi e cercare il portafoglio e le chiavi e mi butto per strada..

    Ogni giorno, mi sembra tutto strano..

    Cammino di corsa..perchè sono in ritardo e il mio unico pensiero è la pancia che brontola..

    Ho fame e quindi mi dirigo a fare colazione.

    Giro sulla Main Street, oggi non c’è molto traffico, prendo un giornale dal distributore e entro nella tavola calda.

    Sono ancora nuovo da queste parti, non conosco molta gente, quindi mi sento sempre osservato..

    Entrando nella semplice tavola calda, vengo accolto da un profumino misto di caffè e bacon fritto..al bancone c’è sempre un vecchietto che sembra il Generale Custer e seduti sul tavolo laterale, ci sono sempre loro, due vecchietti che mangiano uova - french toast e caffè nero bollente..Lui legge il giornale e lei lo guarda, con quegli occhi pieni di amore.

    Amo vivere in Arizona.

    Io mi siedo al bancone, oggi sono di fretta. Arriva Kate, la cameriera del mattino e mi versa una tazza di caffè nero. Mi chiede se voglio della panna e io come ogni mattina le dico “no grazie, lo amo amaro e fumante..”..mi sorride..

    dopo aver versato il caffè anche al Generale Custer, mi chiede cosa voglio mangiare e io (come tutte le mattine, da quando sono arrivato quà in Arizona) le ordino due uova “scramble” con tanta pancetta e  due toast belli croccanti.

    Osservo Kate, è una donna bianca sui 40, ma che dimostra sicuramente qualche anno in più. Non deve essere sposata, non porta nessuna fede al dito, ha i capelli corti e un’aria cosi rasserenante..

    Mi metto a sfogliare il giornale e visto che il mio inglese non è ancora dei più fluidi, mi metto a guardare la pagina sportiva, cerco invano qualche notizia del calcio europeo, e cosi mi butto sul Baseball americano e cerco il risultato della mia squadra del cuore i Phillies di Philadelphia. Ovviamente hanno perso.

    Il tempo di vedere i risultati e Kate mi porta il mio piatto. Mamma quanta roba!

    Mi chiede se voglio delle salse, ma sà già la risposta.

    Come si fà a mettere il ketchup sulle uova??

    Lei mi sorride, ma penso che tutti in quel locale si chiedano perchè un ragazzo Italiano, sia lì, in quello sperduto paese dell’ Arizona. Ma nessuno mi ha ancora chiesto nulla, pur essendo ormai passato un mese dal mio arrivo.

    Io dalla mia, sto cercando di frequentare tutti i posti che frequentano gli abitanti del posto. Voglio integrarmi in questa comunità..alla fine ho mollato tutto in Italia per questo.

    Immagino che per tutto il paese si chiedano chi sono, da dove vengo, perchè sono arrivato qua e con quali scopi.

    Dopo essermi gustato l’ultimo boccone di bacon, faccio un cenno a Kate che mi porta un’altra tazza di caffè e scarabocchia il conto su un bigliettino..

    Ingurgito il caffè, ustionandomi la gola, pago e lascio la mancia..oggi mi sento buono e le lascio qualcosa in più del solito. Lei se ne accorge e mi sorride.

    Saluto lei e faccio un cenno al Generale Custer che meravigliato di questo mio slancio, ricambia.

    Prendo il giornale e esco..L’America mi aspetta.

    Oggi il mio unico intento è quelo di trovarmi un lavoro.

    …continua….

    o meglio ….continuo con la storia?